Esce a puntate sui giornali il giallo dell’estate in Germania

25 Agosto 2009 Nessun commento

 

BERLINO – Un finanziere scomo­do, una giovane avvocatessa, una se­duttrice brasiliana, le spie. Metteteci anche la più grande banca tedesca e un potentissimo ex re dei media, ed ecco servito il giallo dell’estate. Esce a puntate sui giornali tede­schi e internazionali – la prima pun­tata, quasi ignorata, in maggio; le grandi rivelazioni in luglio; l’ultimo scoop sul Wall Street Journal ieri.

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Boom di separati ” causa ” Facebook

28 Febbraio 2009 Nessun commento

 Il web entra prepotentemente nella vita di coppia. E sempre più spesso l’affossa. Parola di tutti gli esperti del settore, dagli avvocati agli investigatori privati agli psicologi. L’associazione avvocati matrimonialisti (Ami) calcola che l’80% dei tradimenti viene scoperto attraverso sms, chat, contatti internet.

E in questo panorama affollato è entrato prepotentemente Facebook. «Ecco una scena tipo – ci dice l’avvocato Laura Logli – Alla fine di una cena tra amici si scambia il contatto Facebook. Il giorno dopo si commenta in quattro. Poi la conversazione continua in due. Presto diventa un corteggiamento. Ce ne capitano tanti di casi così». La tecnologia favorisce l’infedeltà, insomma. E soprattutto possono diventare pericolosi i contatti con gli ex. «Questo – ci dice Gian Ettore Gassani, presidente Ami – anche perché siamo un popolo di gelosi atavici. E questi mezzi amplificano le nostre fobie».

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Legge Facebook e uccide la moglie

28 Febbraio 2009 Nessun commento

La figlia si drogava e invocava Satana

23 Febbraio 2009 Nessun commento

Le mani cercano di nascondere il volto, la testa china sulle ginocchia. Anna (la chiameremo così) ora piange. I suoi genitori hanno scoperto tutto. C’è voluto l’intervento di un investigatore privato per risolvere i dubbi e trovare risposte. Sanno dove andava, cosa faceva, chi incontrava in quelle sere, interminabili, trascorse fuori casa.

 

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TREVISO: AMI, MULTATO PER AVER VIOLATO EMAIL MOGLIE? 80% INFEDELTA’ SI SCOPRE COSI’

23 Febbraio 2009 Nessun commento

Roma, 19 feb. – (Adnkronos) – ”La sentenza del Tribunale di Treviso che ha condannato un marito per aver rivelato nel corso del giudizio di separazione il contenuto di una e-mail della moglie conferma il principio, costituzionalmente garantito, del diritto alla riservatezza”. Lo sottolinea in una nota Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione Matrimonialisti Italiani (Ami), ricordando che ”per la legge anche le e-mail e gli sms sono veri e propri mezzi di corrispondenza tra le persone che non possono essere violati in alcun modo al pari della posta ordinaria”. In particolare, Gassani fa riferimento al caso dell’uomo di Treviso che, durante le udienze per la separazione dalla moglie, aveva menzionato davanti al giudice alcune email che la consorte aveva scambiato con un amico egiziano. La donna lo ha querelato e si e’ costituita parte civile: il giudice gli ha inflitto una multa di 500 euro, poi condonata, per aver violato la segretezza della corrispondenza altrui, e lo ha condannato a pagare 5.000 euro di danni.

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Dipendente dell’Amiu licenziato da uno 007

18 Febbraio 2009 Nessun commento

Il dipendente pedinato in mutua perde il posto e fa causa all’azienda pubblica. Il caso finisce in Tribunale. La replica dell’Azienda: «Scelta estrema per tutelare chi lavora duro» 

«Ho moglie e figli, dei quali uno con problemi di salute. E ho lasciato la mia abitazione nel periodo di malattia soltanto per portare il più piccolo in campagna, in quella che è la nostra residenza estiva dove avrei potuto curare anche me stesso. Invece sono stato pedinato a mia insaputa, fotografato e licenziato poiché, secondo l’azienda, i miei spostamenti erano incompatibili con l’assenza dal lavoro. Semplicemente assurdo, dal momento che due certificati, quello del medico di famiglia e di uno specialista in psichiatria, confermavano le patologie».

Marco (nome di fantasia) ha 37 anni ed è, al momento, un ex dipendente di Amiu bonifiche, “controllata” di Amiu, azienda per il 97% pubblica. E il suo è uno dei casi che rilanciano il tema sollevato ieri dal Secolo XIX con un’inchiesta sull’impiego, nel settore pubblico appunto, degli investigatori privati per pedinare e licenziare dipendenti assenteisti. L’ultima frontiera della crociata anti-fannulloni avviata dal ministro Renato Brunetta, che nel capoluogo ligure dovrebbe registrare aggiornamenti importanti. Perché Marco si è rivolto, grazie all’interessamento dei sindacalisti Ugl, al tribunale del lavoro ed entro poche settimane il giudice Marco Gelonesi dirà se il suo licenziamento è legittimo oppure no: ieri mattina si è celebrata un’udienza decisiva e ora si attende solo il pronunciamento del magistrato, che in futuro potrebbe rappresentare un precedente importante per cause analoghe.

La testimonianza del lavoratore è affidata a una lunga memoria, depositata a palazzo di giustizia dai suoi avvocati. Un documento nel quale l’uomo ripercorre gli ultimi mesi in azienda, l’assenza, il licenziamento: «Ero in preda a un fortissimo esaurimento nervoso e per questo ho deciso di stare a casa. Ho avuto il benestare prima del mio medico di fiducia, che a sua volta mi ha prescritto una visita specialistica. E anche quest’ultima ha confermato le difficoltà, stabilendo come unica terapia il riposo domestico». È qui che si gioca gran parte della vicenda. Nell’arco di tempo “incriminato” – compreso fra il luglio e l’agosto dello scorso anno – l’uomo trascorre alcuni periodi in un campeggio di Montoggio (Valle Scrivia) dove ha di fatto un’altra residenza. E però da qualche tempo è finito nel mirino dei superiori, che ne contestano duramente il comportamento: «Incompatibili», insiste Amiu, i suoi spostamenti da Coronata (domicilio cittadino) all’hinterland. 

L’azienda arriva a definirlo «un caso estremo», al punto che viene assoldato un investigatore privato per radiografarne i movimenti: procedura consentita, in teoria, sebbene l’Ugl – l’Unione generale del lavoro, ovvero il sindacato che assiste il dipendente – metta nel mirino il trattamento dei dati personali ad opera d’un soggetto «terzo» rispetto alle due parti interessate. Come dire: d’accordo se il contenzioso finisce davanti alla magistratura, ovviamente, ma nel momento in cui uno 007 esterno alla ditta gestisce dati estremamente “privati”, qualcosa non torna. E questo è uno dei vari aspetti su cui è impostata la difesa dei legali Alessandra Amato e Daniela Picasso.

«Davanti alle contestazioni dell’azienda – ha ribadito in più occasioni il lavoratore a chi lo ha incontrato – non potevo crederci. Anche perché non solo ho capito d’essere stato “studiato” per giorni senza saperlo; ma Amiu ribadiva che secondo loro avevo truffato sia il datore di lavoro che l’Inps, percependo stipendi e contributi indebiti. E si sono riservati di procedere per vie penali». 

Marco era stato seguito per due week-end consecutivi, pedinato durante i viaggi dalla città alla campagna, ripreso con una videocamera mentre svolgeva piccoli lavori di bricolage. E tutta la documentazione, raccolta in un corposo dossier, rappresenta a parere di Amiu la prova dell’infedeltà aziendale scoperta durante i due mesi di degenza, che dev’essere punita con la risoluzione del rapporto.

Perso il posto e lo stipendio, in difficoltà economica nonostante l’occupazione della moglie che consente di dare un po’ di ossigeno ai conti domestici, Marco percorre la via giudiziaria. Presenta un ricorso «urgente» al tribunale civile, chiama in causa Amiu bonifiche ritenendo illegittime sia le motivazioni che le procedure adottate per controllarlo. «Non ci può essere malafede, perché il mio era un problema particolare: non avevo le gambe rotte o l’influenza». Il suo è uno dei circa 100 casi all’anno di lavoratori – fra pubblico e privato – licenziati in provincia di Genova dopo aver ricevuto le “attenzioni” d’un detective privato. Ora un giudice dirà se è tutto regolare.

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FINTO INVESTIGATORE PRIVATO USA LAMPEGGIANTE BLU PER FARSI STRADA, DENUNCIATO

18 Febbraio 2009 Nessun commento

 Roma, 31 gen. – (Adnkronos) – E’ stato fermato da una pattuglia di Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma Centro mentre percorreva a forte velocita’ via San Sebastiano, a bordo di una auto di grossa cilindrata, facendosi strada con l’ausilio di un lampeggiante blu del tutto simile a quello in dotazione alle forze dell’ordine. L’uomo all’atto del controllo ha esibito un tesserino di riconoscimento quale investigatore privato, palesemente contraffatto, che non ha convinto i Carabinieri che hanno deciso di perquisirlo. 

E cosi’ dalla sua giacca sono saltati fuori una placca metallica simile a quella in dotazione agli appartenenti alle forze dell’ordine e il distintivo di una ”fantomatica” societa’ di sicurezza privata americana. Per il finto investigatore privato, un pregiudicato romano di 36 anni e’ scattata la denuncia per possesso di segni distintivi contraffatti ed usurpazione di titoli o di onori. I distintivi ed il lampeggiante sono stati sequestrati.

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Sempre più anziani si rivolgono agli investigatori privati

13 Febbraio 2009 Nessun commento

Mille sospetti. Qualche segnale lasciato in cameretta, l’orario di rientro che si sposta sempre più in là nella notte. Risposte spiazzanti alle domande più banali, e quel comportamento che, dell’adolescente di ieri, non ha più nulla.Sono i nonni ad essere sempre più preoccupati della vita segreta dei loro nipoti. Trascorrono con loro i pomeriggi dopo la scuola, mentre i genitori sono a lavoro. Notano i cambiamenti dei ragazzini, subiscono i malumori e l’irascibilità dei loro atteggiamenti. Quattordicenni chiusi in se stessi.

E proiettati in un mondo che i familiari conoscono solo attraverso il racconto di tv e giornali. Senza più dialogo, l’unica soluzione è rivolgersi a qualcuno, a chi è in grado di seguire il nipote senza farsi scoprire. Riferire su dove va la notte quando non rientra e con chi è stato tutto quel tempo. E, soprattutto, se beve e fa uso di stupefacenti.
Cresce a Roma il numero di chi si rivolge a un investigatore privato per indagini su minori e droga. Dopo l’adulterio, è il campo che più impegna gli Sherlock Holmes di casa nostra. E i nonni hanno superato i genitori nelle richieste di intervento.

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San Valentino, il giorno ideale per scoprire un tradimento

12 Febbraio 2009 Nessun commento

San Valentino, il giorno ideale per scoprire un tradimento

Non solo fiori e cioccolatini, anche telecamere nascoste

 

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Chi vuol esser lieto spia Boom di detective in Brasile, tutti i nuovi super-ricchi li vogliono

12 Febbraio 2009 Nessun commento
 
 

   

La storia PAOLO MANZO SAN PAOLO A vederlo cosi’, Andre’ Vianna sembra un ingegnere alle prese con la ricognizione di un cantiere. Lo sguardo preciso e attento, la testa che si muove assecondando i movimenti circostanti. Nessuna lente di ingrandimento ne’ macchina fotografica in miniatura. Sta solo scrutando le uscite del Maracana’, il tempio del football brasiliano. Si’, sembra proprio un ingegnere e con gli occhi pare misurare ogni dettaglio. Invece Andre’ e’ uno dei piu’ importanti Sherlock Holmes del Brasile, Paese che dal 2009 si aspetta almeno due novita’: l’ulteriore aumento del numero dei suoi milionari e il boom dei detectives PRIVATI. In fondo, le due cose vanno a braccetto. Se crescono i ricchi, crescono i problemi di come gestire il danaro, difenderlo da sguardi indiscreti, liberarsi degli scocciatori. Di qui l’incremento sorprendente nel Paese verde-oro degli INVESTIGATORI PRIVATI che si occupano di tutto, dallo spionaggio industriale ai tradimenti coniugali. Secondo la principale associazione di settore, la Cufdb, negli ultimi anni la crescita e’ stata del cento per cento, con un totale di 120 mila nuovi Sherlock Holmes. Ancora lontani dai sofisticatissimi modelli made in Usa, gli INVESTIGATORI brasiliani pero’ di progressi ne hanno fatti tantissimi. Sempre collegati a un Mp3 o un laptop palmare, hanno una grande abilita’ nel muoversi dentro citta’ dedaliche come San Paolo o Rio, in cui perdersi il piu’ delle volte significa non tornare piu’ a casa. Un collega di Andre’, che vuole mantenere l’anonimato, racconta che «un bravo investigatore deve saper mantenere buoni contatti con gli informatori in tutti i livelli della societa’. Anche nelle favelas, anzi, soprattutto li’, perche’ un contatto sbagliato li’ dentro puo’ anche ucciderti». Conoscere ogni strato della societa’ e affinare le tecniche di osservazione: sono ancora queste le parole chiave per essere un bravo detective. Soprattutto a queste latitudini. Anzi, proprio qui, dove la polizia a volte e’ inefficiente e la percezione di insicurezza in generale e’ in costante aumento. «Viviamo in un’epoca di profonda incertezza – prosegue Andre’ – e le agenzie di investigazione infondono tranquillita’ nei cittadini. La nostra riesce a risolvere in media l’80% dei casi, mentre istituzioni pubbliche come la polizia arrivano si’ e no al 12%». Dai lussuosi residence di Copacabana fino ai motel piu’ periferici di San Paolo, i set di lavoro dei detectives brasiliani sono i piu’ svariati. Francisco Lopes, coraggioso investigatore paulista, racconta che sono le donne le migliori clienti: «Prima di divorziare dal proprio partner vogliono avere le prove del tradimento, per portare a casa il massimo dei soldi. Non c’e’ niente di passionale nelle loro richieste di aiuto, solo molto, molto calcolo». Un calcolo che si fa ben pagare. A Rio de Janeiro una settimana di indagini costa tremila reais brasiliani, circa mille euro, un’enormita’, se si considera che la cifra corrisponde a cinque volte il salario minimo del Paese e al doppio dello stipendio mensile di un poliziotto. Infatti tra i nuovi INVESTIGATORI non mancano ex poliziotti desiderosi di guadagnare di piu’ e di diventare capi di se stessi. Quanto al mercato, poi, si fa sempre piu’ attraente. Dopo le mogli tradite, il cliente numero due e’ il politico che teme l’intercettazione o vuole proteggersi da scandali «fuori luogo». In ogni situazione, dice Francisco Lopes, bisogna usare gli strumenti adatti. «Antropologia – spiega -, null’altro che antropologia. Per sapere la verita’ bisogna capire con chi e con che cosa si ha a che fare». Ore in palestra non hanno alcun senso se lo Sherlock Holmes dei tropici non affina sul campo lo spirito d’osservazione e il senso critico. «Non dare niente per scontato: e’ questo il segreto del nostro lavoro». Il mercato promette molto bene. Al mondo ci sono dieci milioni di milionari e nella classifica dei Paesi che ne hanno di piu’ il Brasile si colloca al terzo posto, dopo India e Cina, con un aumento – dal 2006 al 2006 – del 19,1%. E parliamo di persone con almeno 30 milioni di dollari. Da proteggere, da difendere e, se si tratta di capitali altrui, magari da far spiare. Basti pensare che in Brasile anche chi non e’ ricco rischia ogni giorno il «sequestro-lampo», un rapimento veloce fino al piu’ vicino bancomat per prelevare con la carta di credito l’intero massimale. I milionari, certo, hanno altre paure. Elicotteri, bodyguard e precauzioni a volte non bastano. Ma uno Sherlock Holmes su misura puo’ risolvere ogni problema.

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